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Un trekking nel nord della Thailandia, con le mie fidate Converse All Star by 21Shoes…

In mezzo a tanti fieri e indomiti avventurieri con scarponi, stivali e pedule da trek, mi sentivo un pesce fuor d’acqua.

Mentre osservavo il ragazzo che sgommava sul selciato con lo scooter che avevo guidato (a sinistra! maledetta guida all’inglese!) gli scorsi 3 giorni per le impervie stradine di Chang Mai, sentivo crescere un’onda di imbarazzo dal basso stomaco. Mi stava attraversando la pancia e avvolgendo il volto. Ero arrossito?

Ero partito 2 settimane prima da Milano, con solo il mio bagaglio a mano, fatto di carica batterie, Lonely Planet tutta appuntata e con le orecchie e Moleskine per gli appunti di viaggio. Destinazione Francoforte e poi Bangkok. 18 ore di viaggio per essere catapultato a 38° con un tasso di umidità del 92%.

Meno male che avevo ascoltato il parere di Sofia…

Non ti portare i vestiti! Appena arrivi, vai a Khao San Road, dove trovi una serie di negozietti locali e ti compri tutto li, spendendo 10 volte di meno! Intendo proprio tutto, zaino compreso! ”

E così è stato. Il primo giorno ho comprato zaino tecnico, magliette, pantaloncini, costume, pareo e qualche oggetto d’argento da riportare a mamma. Le scarpe no però. Alle scarpe ci tengo! Che poi se le compri di sottomarca o peggio ancora, tarocche, ti fanno male i piedi. Vesciche, bolle, fastidio. Le scarpe le avevo. Me le ero portate da casa. Le mie Converse Alte personalizzate “Animalier Tiger” da 21Shoes. Quelle non sono scarpe. Sono uno spettacolo, che cazzo.

E così dopo qualche giorno a Bangkok passato ad esplorare la città tentacolare e una settimana trascorsa a piedi nudi (al massimo con le pinne) sulla meravigliosa isola di Koh Tao, mi ritrovavo ora nel profondo Nord della Thai, con il progetto di affrontare Km di giungla, fiumi da guadare, elefanti da cavalcare e scimmie da imitare. In mezzo alle scarpe di quei trekkisti e avventurieri, c’erano anche le mie piccole, esili, Converse… ero quasi sicuro che si sarebbero fatte onore, ma l’imbarazzo mi colpiva lo stesso.

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Il trekking è durato 6 notti e altrettanti giorni. Giorni sudati e faticosi, ma altrettanto divertenti e irripetibili. Ho stretto amicizie che non si esauriranno mai, ho conosciuto persone meravigliose da mezzo mondo. Ma la cosa più importante che vi voglio raccontare è che ho scoperto che un paio di Converse, quando risali il letto di un fiume per 4-5 ore consecutive, sono molto meglio di qualunque scarpone tecnico. Le sanguisughe non trovano spiragli ( =D ), sono leggere e si asciugano molto più in fretta! Gli inglesi dopo 20 minuti erano tutti scalzi, e dovevano stare attenti a non pestare sassi appuntiti. Dovevate vedere le loro facce buffe quando scoprivano che la mattina dopo la notte con un’umidità da “libro della giungla”, le mie All Star erano perfette, mentre i loro scarponi tecnici ancora da strizzare.

trek2Quindi ora mi chiederete se le fantastiche Animalier sono tornate a casa con me… Ma certo! Sono ancora in bella vista nella mia scarpiera, e dopo un lavaggio a 40° in lavatrice sono tornate pulite e belle più che mai, con tutte le storie e i segreti che hanno da raccontare. Animalier Tiger… le adoro!

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